Tutto intorno all’uomo

La filosofia di Volvo è Human Centric. Non è uno slogan, ma un percorso complesso per fare dell’auto quasi una seconda casa. Sicurezza, linee, materiali, forme, tecnologia, lusso devono convergere nell’offerta di un ambiente amico.
Ce lo spiegano i responsabili del design svedese, Robin Page e Maximilian Missoni

 

Foto Archivio Volvo Cars – Testo di Nina Stefenelli

 

Nel 2017 ha festeggiato 90 anni e quest’anno, per la seconda volta in tre anni, ha vinto un premio non secondario, il Car Design Award, nell’ambito del Salone dell’Auto Parco Valentino di Torino. Parliamo di Volvo, Casa svedese che sta seguendo una sua strada originale, battezzata “human centric”, ovvero pensare le auto a partire dalle nuove esigenze di noi umani. La spiegano a Interni Robin Page e Maximilian Missoni, rispettivamente capo del design e responsabile design esterni di Volvo.

Come si conciliano oggi sicurezza, innovazione e design di un progetto?
Robin Page In Volvo la sicurezza è un aspetto che non viene mai messo in discussione. Gli ingegneri ci espongono le loro necessità e noi come designer cerchiamo le migliori soluzioni possibili. Nel 1959 abbiamo lanciato la cintura a tre punti, una novità a quei tempi, condivisa poi con l’intera industria Automotive. Il design ha sempre lavorato tenendo ben presente le innovazioni del successivo livello di sicurezza. Del resto, è molto difficile giustificare dei bei pezzi di design che però mettano a rischio questo aspetto.
Maximilian Missoni Quando dobbiamo lavorare per la sicurezza del pedone o del passeggero non si discute. Per noi è una sfida, piuttosto che un limite.

Qual è l’aspetto più importante per voi: qualità, comfort, innovazione…?
Robin Page Tutti questi elementi, ma ciò che più importa è il fatto che Volvo sia un marchio “human centric”, si tratta di persone e stili di vita. Quando le persone comprano una Volvo lo fanno per un mix di cose: la sicurezza è fondamentale, ma lo è anche come l’auto si inserisce nella vita quotidiana. Il nostro è un prodotto che riflette la filosofia scandinava anche nel design, che vuol dire comfort, tecnologia, qualità, lusso e tutta la praticità con cui la tua vita si riversa all’interno dell’auto.
Maximilian Missoni Il design oggi è al primo posto come fattore di acquisto, perché differenzia il marchio. Come brand “human centric” questi aspetti non hanno priorità l’uno sull’altro, ma il design è una delle discipline centrali. Oggi la tecnologia ha raggiunto un tale livello di sviluppo con l’elettrificazione e la guida autonoma, che non possiamo che sposarla: è una chance per innovarci.
La tecnologia viaggia velocemente.

Il design ce la fa a tenere il passo?
Robin Page Le persone si aspettano che l’esperienza a bordo cambi in fretta perché sono sempre più abituati all’uso di device e a nuove App. Il nostro compito è quello di proporre nuovi prodotti, il più rapidamente possibile, ma allo stesso tempo offrire aggiornamenti nell’esperienza digitale: la partnership con Google ne è un esempio.

Maximilian Missoni Non siamo sorpresi con quanta velocità queste nuove tecnologie vengono realizzate; in realtà noi le immaginiamo e improvvisamente diventano realtà. Penso però che come designer non le rincorriamo.

Le concept car che esibite ai Saloni dell’auto non sono troppo avanti?
Robin Page Assolutamente no. L’avvento di tanta tecnologia per noi apre molte più possibilità: adesso c’è più libertà di esplorare scenari differenti, è come se fossimo di nuovo studenti. Le concept car possono apparire estreme ma servono a far intuire il futuro, anche perché la tecnologia può vedere, prevedere e reagire meglio di un umano.
Maximilian Missoni Va detto che l’auto autonoma non arriverà a breve: dobbiamo ancora costruire la fiducia del cliente nei nuovi sistemi di guida.

Quali sono i materiali del futuro?
Robin Page Sostenibilità e riciclo sono le parole d’ordine! Ci sarà sempre comunque spazio per prodotti realizzati artigianalmente, che danno sapore…

Come collaborano un designer di interni e uno di esterni?
Robin Page Ci sfidiamo a vicenda. Non diciamo solo ‘non mi piace’, ma motiviamo le nostre scelte. È un lavoro di squadra, perché, alla fine, vogliamo guardare l’auto e poter dire ‘questo è il massimo che potevamo fare’.
Maximilian Missoni La cosa più importante è la fiducia, difficilmente c’è giusto o sbagliato, è molto più un fatto di sensazioni.

Qual è la sfida più grande per un designer?
Robin Page Quando hai successo poi hai paura di commettere il passo falso. Questo mi fa sempre un po’ paura. Spesso ti chiedi, che cosa succederà adesso? E il nostro lavoro si basa principalmente sull’intuizione. Ma non c’è niente di meglio per un designer che venire sfidato da tecnologia, innovazioni e cambiamenti del mercato. Infiamma la tua voglia di lavorare su progetti, opportunità e tante idee. E questo è un periodo molto florido ed energico, sotto tanti punti di vista.